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Targhe Tipo 7

1/  Premessa.
Alla fine del 2010  la scorta di targhe SCV di tipo 6  si sta esaurendo e  si presenta il problema ella nuova fornitura: la  fabbricazione delle targhe vaticane  avviene presso il Poligrafico italiano e nel frattempo in Italia  sono state introdotte  prima (1994) le targhe alfanumeriche  e poi  (1999) le cosiddette “eurotarghe” con bande blu laterali.  Il Direttore della Motorizzazione vaticana elabora uno studio con relative opzioni.
Targa posteriore:
a)        Adozione del formato “eurotarga” (mm 520 x110)
b)    Mantenimento del  precedente formato vaticano  (mm 486 x 109). Questo formato è ancora disponibile  essendo impiegato per le targhe italiane militari interforze.  Vanno però adottati i  relativi caratteri (lettere e cifre mm 80 x 40)  poiché i precedenti (lettere  mm 80 x 46  e cifre 80 x 40)  non sono più disponibili.
Targa anteriore:
a)        Adozione  del formato “eurotarga” (mm 360 x 110)
b)     Adozione del formato italiano anteriore per le targhe militari e anteriore/posteriore per le targhe diplomatiche (mm 340 x 109). E’ lo stesso utilizzato per le targhe  anteriori italiane alfanumeriche dal  1995 al 1999.  Non è più disponibile il formato 340 x 115. Per i caratteri si tratta di scegliere tra (in mm):
x)  65 x 31, tratto 7: caratteri delle t. vaticane tipo 6 e italiane CD dal 1984
y)  60 x 26, tratto 6: caratteri delle “eurotarghe “ italiane
z)  57 x 28, tratto 6: caratteri  della targhe italiane alfanumeriche 94-99  pre –“eurotarga”.
 
Lo studio viene sottoposto alla valutazione della  Pontificia Commissione per lo Stato  Vaticano che reputa non idoneo alla tipologia di targa vaticana il modello di “eurotarga” e sceglie per la targa posteriore  l’ opzione b) e  per l’ anteriore  l’ opzione  b) + z).
Ne deriva pertanto che la targa posteriore tipo 7 (classificazione Gallina) misura mm 486 x 109 mentre i caratteri sono alti mm 80 e larghi mm 40, per un tratto di mm 9.  La grafica  corrisponde a quella delle targhe italiane alfanumeriche del 1994  (DPR n. 495  del 16 dicembre 1992),  identica peraltro a quella delle “eurotarghe” (DPR n 355 del 4 settembre 1998).
La targa anteriore tipo 7 misura mm 340 x 109, che in pratica è il formato italiano in uso per tutte le targhe speciali, dalle militari interforze alle diplomatiche, ma anche il formato delle targhe normali italiane anteriori 1994-1999. Parimenti  i caratteri, alti mm 57 e larghi mm 28,  per un tratto di mm 6, sono identici  per grafica e dimensioni  a quelli delle targhe anteriori italiane alfanumeriche 1994-1999.
 
2/ Targa tipo 7.


 
 

L’ ologramma è del tipo M.E.F. B1.  La disposizione dei caratteri è la medesima della targa posteriore  per cui la sigla SCV,  senza punti separatori, precede il numero, con inizio da 01000. Non esiste il sigillo ufficiale.  Lo spazio tra due lettere e tra due cifre ammonta a mm 11,  i due  spazi laterali sono di mm 9 mentre tra la sigla ed il numero è lasciato un ampio spazio di mm 32. La principale differenza visibile  rispetto alla targa anteriore vaticana tipo 6  è proprio l’ ampio spazio tra la sigla ed il numero, tale da far presumere dimensioni di targa maggiori: in realtà le dimensioni sono pressoché identiche (il tipo 7 è solo più basso di mm 6), sono i caratteri più piccoli che consentono tale ampio spazio.
La targa anteriore ha la medesima struttura, ovvero  è rettangolare, con caratteri in rilievo, bordi piani e angoli con minimo arrotondamento.  I fori per il montaggio sono tutti  posti a mm 10 dal relativo bordo laterale. I caratteri sono neri e lo sfondo bianco ricoperto di vernice retroriflettente.
La targa posteriore è rettangolare, con i caratteri in rilievo. I  bordi sono piani, ovvero senza bordo di contorno rilevato e i quattro angoli hanno un minimo arrotondamento (“spigoli raccordati”). I fori  per  il montaggio  sono quattro, disposti  secondo lo standard italiano asimmetrico: i due fori di sinistra distano mm 15  dal bordo sinistro, mentre a destra il foro superiore si trova a mm  27,5  dal bordo di destra e l’ inferiore a mm 37,5   dal bordo medesimo. I caratteri sono neri e lo sfondo bianco ricoperto da pellicola retroriflettente,  marcata con l’ ologramma M.E.F. B1: la sigla MEF significa “Ministero dell’ Economia e delle Finanze”, mentre il codice B1 identifica  lo stabilimento italiano di fabbricazione.  Il numero complessivo dei caratteri è 8:  la sigla SCV,  senza alcun punto di separazione,  precede il numero che parte da  01000. Tra i due gruppi, perfettamente al centro, è collocato il sigillo ufficiale dello stato,  inserito in un foro del diametro di mm 8. Tra due lettere e tra due cifre è lasciato uno spazio di mm 15;  gli spazi laterali bordo-prima lettera e bordo-ultima cifra  misurano mm 20; lo spazio tra la sigla e il numero è di mm 36. Il risultato finale di queste misure è un elevato grado di simmetria dei caratteri, che rende l’ aspetto della targa decisamente gradevole.  Proprio la simmetria è  l’ elemento che più distingue il formato vaticano 7 dal precedente formato 6. La seconda sostanziale differenza è la posizione del sigillo ufficiale,  ora  centrale,  mentre in precedenza era posto in basso a soli mm 18,5 dal bordo inferiore.




3/ Sigillo ufficiale.
Le targhe vaticane posteriori sono da sempre contraddistinte dal punzone ufficiale dello stato, e quelle di tipo 7 non fanno eccezione.  Fabbricate in Italia, giungono in Vaticano predisposte all’ inserimento del sigillo e tale operazione viene svolta al momento dell’immatricolazione presso il reparto carrozzeria dell’ Autoparco vaticano. L’ alloggiamento per il sigillo è un foro del diametro di mm 8 collocato a mm 185 dal bordo di sinistra della targa ed esattamente al centro della verticale.  Nel capitolo dedicato alle targhe tipo 6  ho scritto  della difficoltà di approvvigionamento di piombo  da parte  della Direzione dei Servizi Generali negli anni passati, col risultato che  non poche targhe venivano regolarmente applicate sui veicoli senza il sigillo stesso.  Ciò ormai non succede più: la soluzione è stata trovata nel ricorso ai piombini utilizzati negli uffici postali per sigillare  i pacchi. Questi dischetti si prestano benissimo per dimensioni e resistenza ad essere trasformati in sigilli di stato.  Per l’ operazione si ricorre ad un apposito attrezzo punzonatore, una pesante tenaglia con due cilindretti contrapposti posizionati nei becchi dell’ arnese. In uno è inciso lo stemma vaticano,  nell’ altro la sigla RAV:  da notare che  non si è ritenuto necessario modificare la sigla RAV, Registro Autoveicoli Vaticani in quella attuale  RVV,  Registro Veicoli Vaticani.  Le due incisioni ovviamente sono in negativo: schiacciando con forza il piombino vergine inserito nel foro della targa si ottengono due risultati: vengono evidenziati i disegni in rilievo fronte-retro e l’assottigliamento dilata  il  dischetto  che si incastra nel foro.
Posso confermare che tutte le targhe di tipo 7 sono regolarmente contrassegnate dal sigillo di stato.
 
4/ Sistema di immatricolazione.
Sotto questo aspetto non vi è alcun cambiamento. Le targhe SCV sono regolarmente  utilizzate per l’ immatricolazione dei veicoli dello stato e delle pubbliche amministrazioni vaticane.  La numerazione delle targhe tipo 7 parte dall’ ultimo numero del tipo 6:
SCV  00999   tipo  6
SCV  01000   tipo  7     immatricolata l’ 8 marzo 2011
La prima targa è per così dire “rimasta in casa”: infatti è stata assegnata ad una Ford Focus in dotazione alla Direzione dei Servizi Generali.  I due numeri successivi, 01001 e  01002 sono sulle targhe di due Smart elettriche  assegnate alla Gendarmeria Vaticana.
Alla data del 15 novembre 2013 l’ ultimo numero assegnato è  SCV 01107 (Comunicazione ufficiale Motorizzazione Vaticana).  Dalla semplice analisi dei dati  si ricava che sono stati immatricolati più di 100 veicoli in meno di tre anni (2011-2013), ovvero una media quasi doppia rispetto agli anni precedenti.  Questa marcata accelerazione è dovuta  a due fatti, uno determinante ed uno marginale. Fatto determinante è che negli ultimi anni sono giunte al termine della loro vita molte  auto di servizio, prevalentemente Ford Mondeo, assegnate ai vari  uffici vaticani, con conseguente rottamazione.  Il parco-mezzi è stato allora ricostituito con l’acquisto di un altrettanto consistente numero di auto, prevalentemente Volkswagen. Il fatto marginale è che il ricorso alle reimmatricolazioni, in passato discretamente  utilizzato, è divenuto  occasionale,  limitato a casi  sporadici. Quando un mezzo viene radiato dal  RVV  le targhe vengono dunque puntualmente distrutte,  mediante riduzione a brandelli metallici.
La mia prima osservazione relativa al punto appena trattato è particolarmente interessante poichè si tratta di una "doppia reimmatricolazione": inizialmente la targa SCV 01094 era stata assegnata alla  Volkswagen Golf bianca  su cui era salito papa Francesco in occasione del brevissimo viaggio a Tirana il 21 settembre 2014. La stessa targa è comparsa sul minibus che ha trasportato papa Francesco il 16 aprile 2016 nel corso della sua visita lampo a Lesvos. Infine SCV 01094 è targata la Fiat Nuova Tipo utilizzata ancora da papa Francesco in occasione della visita pastorale a Milano il 25 marzo 2017. Questa targa dunque più che oggetto  di reimmatricolazione, sembra essere  destinata all' uso estemporaneo correlato a viaggi papali, una sorta  -secondo l' azzeccata definizione di Taverna-  di targa "da viaggio".

targa                               veicolo originale                   veicolo subentrato                   veicolo subentrato
SCV 01094                     VW Golf  2014                      Minibus Fiat 2016                   Fiat Nuova Tipo 2017

Con l' elezione di papa Francesco (13 marzo 2013) è iniziata una fase di contrazione generale delle spese dello Stato che, nell' ambito dell' autoparco, ha determinato una discreta  riduzione di nuove immatricolazioni. Quello che segue è lo schema della progressione numerica. L'asterisco (*) indica un dato ufficiale o semi-ufficiale, il segno (^) indica un dato stimato.
SCV 01000     (*)         8 marzo 2011
SCV 01050     (^)          aprile 2012
SCV 01100     (*)          ottobre 2013
SCV 01150     (^)          luglio  2015
SCV 01200     (*)       15 marzo 2017    

Segnalo infine che  la fornitura di targhe SCV commissionata al Poligrafico dello Stato italiano è di 250  paia di targhe, da SCV 01000 a SCV 01249.
Dal punto di vista normativo  finora non è stato emanato alcun decreto per introdurre e definire le targhe tipo 7  ma presumibilmente a tempo debito la Commissione Pontificia per lo Stato Vaticano provvederà in merito.

5/ Veicoli della Gendarmeria.
Il  Corpo è stato potenziato  negli ultimi anni  sia con personale che con mezzi. Tra i  veicoli con targhe tipo 7 vi sono:
SCV 01001 e SCV 01002   Smart "fortwo ED" elettriche 
SCV 01065   Renault Kangoo  elettrica
SCV 01013   VW Golf (scorta papale)
SCV 01058   Fiat Doblò (scorta papale)
SCV 01126   Mercedes-Benz Vito (scorta papale)
Nel mese di marzo 2017 sono entrate in servizio due Volkswagen modello "e-up!", dotate di motore elettrico e dunque a zero emissioni. I due mezzi, contraddistinti dalla tipica livrea a colori nazionali ed indicazione del Corpo di appartenenza, sono impiegate per il pattugliamento entro le mura vaticane e in piazza san Pietro e sono state immatricolate con le targhe SCV 01200 e 01201. (Ulteriori dettagli nella sezione "old e news")

6/ Veicoli del Corpo dei Vigili del Fuoco.
Il parco veicoli del Corpo  sta cominciando ad essere un po' datato:  l' unico nuovo mezzo  entrato in servizio dal 2011 è un rimorchio telonato ad un asse,  immatricolato nel novembre  2013 con la sola targa posteriore SCV 01108.

7/ Veicoli dei servizi sanitari.
Anche in questo gruppo  si segnala un solo nuovo mezzo immatricolato con targhe tipo 7: si tratta di un Doblò Fiat targato SCV 01009 adibito al trasporto di materiale sanitario.
 
8/ Targhe CV.
Ricordo che queste targhe (tipo 6) sono state introdotte a partire da  CV 03000  nel  gennaio 1988    per l’ immatricolazione dei veicoli privati dei cittadini vaticani.  In occasione della mia terza visita in Vaticano nel settembre 2010 mi era stato comunicato che,  a differenza delle targhe SCV  in esaurimento,  era ancora disponibile un discreto lotto di targhe  CV.  Nei primi mesi del 2013  si è passati,  sempre su targhe di tipo 6, a CV 03900.  Nel  corso del mio quarto viaggio in Vaticano mi è stato comunicato l’ ultimo numero assegnato alla data del 15 novembre 2013:  CV 03929.
Nel 2015 l' immatricolazione CV 03950  è stata assegnata ad una Alfa Romeo Giulietta  in servizio presso l' Arcivescovado di Firenze, quindi nella disponibilità dell' arcivescovo del capoluogo toscano card. Betori. Ad aprile 2016 la progressione numerica è finalmente giunta a CV 04000 e contrariamente alle  aspettative non si è verificato il passaggio al tipo  7.  Certamente vi è stata una nuova fornitura di targhe CV, ma ancora di tipo 6. Il centro di produzione è sempre lo stesso,  per cui l' ologramma continua ad essere del tipo  P.G.S. B1.

Dal punto di vista statistico,  partendo da due dati fondamentali:
CV 03000      gennaio 1988
CV 04000      aprile 2016
possiamo facilmente rilevare che  in 29 anni e 4 mesi sono stati immatricolati 1000  veicoli CV, con una media di 34 all' anno ovvero all' incirca 3 al mese. Naturalmente questo dato è puramente indicativo, poichè non tiene conto nè delle variazioni periodiche nè delle reimmatricolazioni.

 
Maggio 2016 (Balbis)

 
Riassumendo, questa è la progressione numerica recente:

CV  03900        2/13
CV  03930       11/13  dato ufficiale 
CV  04000        4/16
CV  04030        2/17