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Targhe Tipo 6

Nell’ aprile 1985 iniziò in Italia la distribuzione  delle targhe previste dal DM 29 gennaio 1982.  La targa posteriore era metallica, con caratteri neri su sfondo bianco retroriflettente, manteneva le sigle provinciali e la fornitura era di tre  pezzi,  due con la sigla ed uno col numero di serie,  in modo da realizzare due formati opzionali, quello lungo, di gran lunga il più diffuso, e quello quadro.  Anteriormente prese avvio il nuovo formato  di  mm 115 X 340.
Lo stato vaticano emanò il 19 dicembre 1987 il decreto N. CXX, “Decreto della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano con il quale viene modificato il “Regolamento per la circolazione degli autoveicoli” , emanato dal Governatore dello Stato il 31 dicembre 1930,  N. XII”.  Per effetto di questo decreto (*documenti)  furono introdotte a partire dal 1° gennaio 1988 le targhe tipo 6, destinate a rimanere  in produzione fino al 2011  nelle due distinte serie SCV e CV. La novità fondamentale consisteva  nella istituzione  della nuova sigla CV per  i veicoli dei cittadini vaticani. 
Recita l’art. 2,  a partire dal comma 2:
“Le targhe si distinguono:
“SCV 00000” : targa recante l’abbreviazione della denominazione “Stato della Città del Vaticano” e il numero progressivo di immatricolazione in cinque cifre, indicazioni separate da uno speciale bollo secondo modello allegato al Regolamento. E’ la targa ufficiale dello Stato e come tale sarà rilasciata agli autoveicoli intestati al Sommo Pontefice,alle Amministrazioni pubbliche della Santa Sede, del Governatorato dello S.C.V. , di Enti pubblici vaticani aventi propria personalità giuridica, nonché agli Em.mi Cardinali che ne facciano apposita espressa richiesta.
“CV 00000” :  targa recante l’abbreviazione della denominazione “Città del Vaticano” ed il numero progressivo di immatricolazione in cinque cifre, indicazioni separate da uno speciale bollo secondo modello allegato al Regolamento. Tale targa sarà rilasciata agli autoveicoli di proprietà  dei cittadini dello Stato, dei dignitari o delle personalità che, in ragione delle cariche o dell’ ufficio rivestiti, abbiano domicilio legale o stabile residenza nel territorio dello Stato.
Le targhe sono delle stesse dimensioni e, rispettivamente, quelle anteriori di mm 340 x 115, quelle posteriori di mm 486 X 109, secondo la descrizione delle caratteristiche tecniche e grafiche indicate nell’allegato al presente Decreto”.
L’art. 3 definisce  i colori:  “Le targhe rilasciate per le autovetture del Sommo Pontefice hanno le iscrizioni di colore rosso su fondo bianco; tutte le altre hanno le iscrizioni di colore nero su fondo bianco”.
Nella breve introduzione agli allegati  sono indicate due caratteristiche tecniche: “Le targhe sono di metallo (alluminio) ricoperte da materiale retroriflettente del tipo comunemente usato negli Stati europei.
I caratteri alfanumerici sono in rilievo con imbutitura profonda mm 1,4”. 
I dettagli tecnici sono ampiamente definiti dagli allegati, che dunque riporto integralmente (*documenti).  Aggiungo alcune precisazioni:
1) La targa posteriore  è  corrispondente al modello italiano che ho descritto in premessa:  alta mm 109, lunga mm 486, è metallica, piana, con gli angoli squadrati, non arrotondati e i caratteri  sono di dimensioni differenti per lettere e cifre, esattamente come nelle targhe italiane. Identica è anche la grafica. A differenza del modello italiano però la targa è costituita da un solo pezzo, e il formato è invariabilmente quello lungo. I fori di fissaggio rimangono sei, pur  essendone evidentemente sufficienti quattro e i due fori centrali risultano essere  talvolta utilizzati, ma non sempre.  Il sigillo ufficiale  è collocato  in posizione  rigorosamente costante  a mm 18,5 dal bordo inferiore mentre la distanza dal bordo di sinistra è di  mm 206 nelle targhe SCV e di mm 180,5 nelle CV.
2) La sigla  SCV o CV  precede un numero d’ immatricolazione di cinque cifre e non si osservano i punti rotondi alla base delle lettere. La progressione numerica procede separatamente nelle due serie a partire rispettivamente   da  SCV 00500   e da  CV 03000.
3) Il sigillo ufficiale viene realizzato manualmente presso l’ officina della Motorizzazione e poi inserito nella targa.  Non esiste uno standard tecnico univoco,  per cui il diametro oscilla  tra 8 e 12 millimetri.
Il Registro Autoveicoli Vaticani  (RAV)  ha assunto  nel 2001 la denominazione di Registro Veicoli Vaticani (RVV) ;  il sigillo ufficiale,  con il consueto disegno dello stemma vaticano al diritto,  mantiene al verso, immutata, la sigla RAV.
A partire all’ incirca dal 2000, sempre più frequentemente si sono notate  in circolazione targhe prive  del sigillo ufficiale.  Sono state avanzate le ipotesi più svariate, ma la spiegazione ufficiale, giunta nel marzo 2009,  è tutto sommato la più ovvia:  a causa del vertiginoso aumento del costo del piombo  diventa sempre più difficile reperire le barre cilindriche  dalla cui lavorazione si ricavano i sigilli per le targhe nuove che pertanto   ne rimangono prive.  La distribuzione delle targhe  avviene comunque senza che  l’ ufficialità  sia in qualche modo limitata.
4)  La Città del Vaticano  commissiona le  targhe allo stato italiano, che le produce nei propri stabilimenti e con  la propria tecnologia,  per cui nella pellicola riflettente  è presente il medesimo ologramma.  Esso è costituito dalla sigla P.G.S.  (Provveditorato Generale dello Stato) seguita da una lettera che identifica  il produttore e da un numero  per riconoscimento di idoneità relativo al produttore stesso.  L’ ologramma, che nelle targhe vaticane è sempre P.G.S. B1, è ripetuto in forma di griglia ad intervalli orizzontali  di mm 110 e verticali di mm 39, ed ha una altezza di mm 8.  A partire dal 2004 nell’ ologramma delle  targhe italiane  la sigla P.G.S.  è stata sostituita  da M.E.F. (Ministero dell’ Economia e della Finanza), restando immutato  il codice  alfanumerico.   Il nuovo logo non  è mai stato osservato in alcuna targa vaticana.
5)  In Italia  si sono successivamente registrate due importanti modifiche:
l’ abolizione dalle targhe delle sigle provinciali (DPR  16 dicembre 1992) e la comparsa delle “eurotarghe” con bande blu (DPR  4 settembre 1998). Ciò non ha comportato alcuna modifica sulle targhe vaticane.
Anche la targa anteriore tipo 6 è riconducibile per impostazione e dimensioni a quella italiana circolante dal 1985. 
E’ una lamina in lamiera di alluminio con i bordi pianeggianti e gli angoli appena arrotondati. I caratteri, in nero su fondo bianco riflettente,  consistono nella sigla SCV o CV, senza punti alla base, seguita dal numero di serie di cinque cifre.  Non vi è  il sigillo ufficiale dello stato.  Sulla retroriflettenza si legga quanto scritto precedentemente al punto 4.
L’ analisi della grafica dei caratteri richiede alcuni confronti.
1) Confronto con la targa italiana anteriore del 1985:  le dimensioni sono le stesse, ovvero mm 115 X 340,  ma i caratteri della targa vaticana misurano mm 65 X 31 contro mm 57 X 28   di quella italiana.  Il disegno delle lettere è identico,  ma ben cinque cifre, (3, 5, 6, 7, 9)  sono di stile differente.
2) Confronto con la targa italiana anteriore-posteriore del decreto 25 giugno 1977: oltre alle dimensioni generali,  anche i caratteri  hanno le stesse misure, mm 65 X 31.
Le lettere e ben otto cifre sono identiche, ma il 3 e il 4 evidenziano una seppur minima differenza.
3) Confronto con la targa italiana anteriore-posteriore CD  (Corpo Diplomatico) introdotta dal DM  11 novembre 1982 e circolante dal 1984: qui siamo al punto cruciale.  Un’ attenta analisi  dimostra che tutti i caratteri, lettere e cifre sono identici. Dunque l’attuale targa anteriore  vaticana è stilisticamente identica a quella italiana diplomatica.
Occorre ancora osservare che  la targa italiana CD  successivamente è stata oggetto di due modifiche:  nel 1993 l’altezza è stata “limata” passando   da mm 115 a mm 109,  mentre dal 1996, ai sensi del DM 19 agosto 1995,  con l’introduzione di nuove targhe del tipo CD-0000-XX a quattro cifre anziché tre, è stata modificata  anche la grafica di alcuni  caratteri, specie il 7 e il 3.
Nessuna delle due variazioni è stata recepita  in Vaticano, pertanto la targa anteriore è rimasta  invariata.
Mi sembra interessante anche il confronto tra i caratteri  della targa anteriore e posteriore  tipo 6.   Poiché i modelli italiani di origine sono ben differenti,  è evidente che non possiamo attenderci grandi somiglianze.  Prescindendo ovviamente dalla dimensioni,   osserviamo che solo tre cifre (0, 2, 8) sono simili e che la S della sigla si presenta anteriormente nella forma “allungata” , posteriormente con la zona centrale più orizzontale.
Per quanto concerne il sistema numerico la novità assoluta rispetto al passato  è che  le  reimmatricolazioni  diventano l’eccezione e non più  la regola.  Le targhe circolanti di tipo 5  sono ormai  del tutto sparite   insieme ai relativi veicoli,  e quelle di tipo 6  identificano solo mezzi di nuova immatricolazione, con  progressione  numerica  lineare.  I numeri cancellati per la radiazione dei rispettivi veicoli non sono più utilizzabili,  e non è ammessa  la richiesta di un numero più avanti rispetto  al primo disponibile.  La Segreteria Generale del Governatorato mi ha fornito alcuni dettagli sulle reimmatricolazioni.
Nel caso di targhe SCV, dunque relativamente a veicoli dello stato, il responsabile del  Servizio cui è intestato il veicolo  da sostituire fa smontare le targhe che vengono applicate sul veicolo nuovo,  il tutto in modo estemporaneo. Il Direttore della Motorizzazione può a sua discrezione e in ogni momento procedere ad una reimmatricolazione.
Nel caso di targhe  CV  è il proprietario del veicolo da immatricolare che chiede il mantenimento delle  stesse targhe prelevate dal mezzo  sostituito. La procedura dunque  è semplice ed immediata,  l’ unico requisito è che le targhe siano  perfettamente leggibili e che non siano deteriorate.
Ma per quale motivo  viene richiesta la reimmatricolazione? Nel caso di veicoli privati  il proprietario desidera semplicemente continuare a mantenere lo stesso numero di targa;  nel caso di targhe SCV  si verifica talvolta che un mezzo, e dunque il suo numero di targa,  identifica  l’ Ente, o Ufficio o Servizio cui è intestato per cui  si desidera mantenere questo abbinamento. Ho verificato che frequentemente sono oggetto di reimmatricolazione due ben specifici gruppi di veicoli, quelli dei servizi generali del Governatorato e quelli dei cortei e del seguito papale, comprese le auto poste occasionalmente al servizio del pontefice stesso.  La mia ipotesi è che trattandosi di veicoli di rappresentanza sono sottoposti ad un turn-over piuttosto accelerato al fine di garantire un elevato livello di modernità ed efficenza del comparto stesso. Con la  reimmatricolazione, ovvero col passaggio contestuale delle medesime targhe dal veicolo in dismissione a quello subentrante,  il rimpiazzo di di un veicolo con uno nuovo diventa più semplice ed immediato, col vantaggio altresì dell' azzeramento del costo delle targhe stesse.
Riporto alcuni casi osservati. 

targa                    veicolo originale                                  veicolo subentrato
SCV 00553          furgone Mercedes-Benz nel 1988       IVECO Daily
SCV 00594                       ?                                             Ford Focus
SCV 00633          furgone VW Caddy                              minibus bianco 2018
SCV 00642          Fiat Ducato                                          Fiat Scudo
SCV 00740                       ?                                             Citroen C3 2009
SCV 00794          Fiat Marea                                           Ford Mondeo
SCV 00618          Fiat Tipo                                              Ford Focus
SCV 00800          Ford Mondeo                                      Ford S-Max
SCV 00802          Ford Mondeo                                      Ford Mondeo nuovo tipo
SCV 00823          vettura Lancia 2006                            VW  Golf GT 2010
SCV 00857          Fiat Ducato Gendarmeria  2007         Fiat Nuova Tipo 2019
SCV 00952          VW Sharan                                         VW Sharan nuovo modello
SCV 00954          VW Golf 2010                                      Fiat Nuova Tipo 
SCV 00955          VW Golf 2.0 TDI                                  VW Golf TS
CV  03504           Volvo S4                                              Mercedes  C220 CDI
CV  03347           vettura Peugeot                                   vettura Lancia
CV  03371           BMW                                                   BMW
CV  03260           Fiat Uno                                              Fiat Punto
CV  03758           VW Phaeton Gendarm.                      Fiat 500L Gendarm. 2015
CV  03743           VW Golf                                              Fiat 500
CV  03925           Ford 2015                                           VW 
 
Essendo utilizzati numeri di cinque cifre  le prime due sono sempre  00.   E’ opinione generale  che il primo numero sia  SCV  00540,  ma  due recenti osservazioni discordanti mi hanno indotto ad un approfondimento. Rammento che il più alto numero verificato nelle serie precedenti è  SCV 526  (1975),  mentre per quanto concerne il tipo 6  a  partire dal gennaio 1988 sono stati osservati  praticamente tutti i numeri da 00540 ma  nessuno, almeno fino all' anno scorso, al di sotto.




Riscontro 1: nel 2012 De Benedictis ha diffuso l’immagine relativa ad una BMW serie 3 modello 320, commissionata alla casa bavarese dal Corpo delle Guardie svizzere nell’ anniversario della nascita del Corpo stesso (22 gennaio 1506). L’ auto è stata immatricolata nel  febbraio  2011 con targhe SCV 00528. In quel periodo  venivano consegnate le ultime targhe di tipo 6 prima del passaggio a  SCV 01000 .
Riscontro 2: nel marzo 2013 in occasione del Conclave per la nomina del successore di Benedetto XVI  i cardinali si spostavano abitualmente dalla residenza vaticana di Santa Marta  alla Cappella Sistina a bordo di un  minibus bianco. Sono riuscito a trovare le immagini: il mezzo, un Mercedes-Benz Evobus 616 CDI,  appare targato SCV 00538. 
L' ipotesi di due reimmatricolazioni non mi pareva congrua. Il  chiarimento è giunto in occasione del mio quarto viaggio in Vaticano, ed è stato fornito  dal Direttore della Motorizzazione Vaticana.
La serie numerica parte da SCV 00500  ma la prima targa immatricolata  è  SCV 00540,  e di qui  continua lineare la progressione.  Il blocco SCV  00500 - SCV 00539  viene tenuto  a parte come lotto  -per così dire-  di emergenza  dal quale  attingere  in particolari occasioni e circostanze, ad esempio  per i veicoli delle parate. Alla fine del 2013  risultano ancora disponibili  nel lotto solamente  7  targhe.  I  due casi citati vengono così  motivati:
1: la BMW  fu consegnata in Vaticano  proprio nel periodo di passaggio  dalle targhe tipo 6, ormai esaurite,  a quelle nuove in attesa di consegna. Dovendo immatricolare  l' auto con una certa urgenza si attinse dal blocco di riserva;
2: anche in questo caso si ravvisò una certa urgenza  per la disponibilià su strada del mezzo,  destinato peraltro ad un impiego di particolare rilievo quale il trasferimento dei cardinali elettori. La procedura di immatricolazione fu decisa dal Direttore della Motorizzazione  in persona.
3: una terza segnalazione, SCV 00534,  l' ha recentemente fornita Sergio La Camera. Nell' immagine si osserva questa targa anteriore applicata ad una Mercedes-Benz nera di rappresentanza (Classe E serie W211, periodo 2002-2009) ed è cronologicamente riferita al Concistoro del novembre 2007.  Osservando la targa, anche se l' immagine è un po' sfuocata,  si nota la presenza di tre fori supplementari, uno a destra e due a sinistra vicino alla "S": evidentemente queste targhe erano già state montate in precedenza e, notando i fori  così approssimativi per posizione e conformazione,  si può ritenere che sia stata un' immatricolazione  "d' emergenza".  E' verosimile che le targhe siano state rimosse  entro breve tempo e riposte presso la Motorizzazione vaticana,  per essere nuovamente utilizzate  in occasione di un successivo, analogo caso  "d' emergenza".  Per la cronaca, un' altra foto mostra l' auto seminascosta da una Mercedes-Benz  pressochè identica,  con targa diplomatica  italiana CD 063 UN, opportunamente munita di bandierina del Paraguay.



 
4: nel marzo 2018 Faraoni mi ha mandato la foto  di un bus targato SCV 00536: si tratta dunque della quarta immatricolazione documentata che attinge dal blocco di targhe di riserva. Il mezzo è un Mercedes-Benz Evobus 616, del tutto simile a quello targato SCV 00538. Osservando la targa posteriore si nota la presenza di due piccoli fori supplementari rispettivamente sopra la lettera C e sopra la cifra 3. Questo particolare anomalo fa pensare ad una precedente immatricolazione, e conferma la peculiarità del blocco SCV 00500  –  SCV 00539.  Nei miei vecchi appunti ho trovato l’ annotazione, datata 2009,   di questa targa applicata ad una auto Mercedes-Benz. Potrebbe trattarsi appunto del precedente impiego di questa immatricolazione.
5: nel 1993 l'americano Ralidis, di passaggio a Roma, segnalò SCV 00525, senza dettagli ulteriori. Da allora non risultano ulteriori segnalazioni fino ad aprile 2019 quando il mio amico svizzero Balbis in occasione di una visita in Vaticano individuò una Ford Focus (seconda serie, in commercio dal 2004) targata appunto SCV 00525. L'auto era parcheggiata davanti al poliambulatorio vaticano. A mio avviso le cose stanno così: nei primi anni '90 fu immatricolato un veicolo con targa SCV 00525, presa dal blocco di riserva e poco tempo dopo il mezzo fu ritirato, con riconsegna delle targhe  alla Motorizzazione. Successivamente, dopo il 2004 la targa fu riassegnata alla Ford Focus oggi osservata, quindi ancora in regolare servizio.
 Nei miei archivi inoltre ho un' ulteriore segnalazione che, se confermata, rientrerebbe a pieno titolo nel blocco di riserva: SCV 00506, segnalata nel 1993.

 
Il più basso numero che ho osservato personalmente nella serie "ordinaria" è SCV 00545 su di un autocarro Iveco Tector,  attualmente ancora in servizio.  Nell’ ottobre 2010 ho annotato a Roma SCV 00994 e 00997, per cui la progressione numerica è ormai prossima  a  SCV 01000. 
Scomparsa definitivamente la serie “rossa”, ai Cardinali rimane la possibilità, su espressa richiesta, di immatricolare i propri veicoli privati con targhe  SCV,  altrimenti  otterranno targhe CV.
Questa nuova sigla viene introdotta per risolvere definitivamente la questione  dell’immatricolazione dei veicoli dei cittadini vaticani.  Come abbiamo letto nel Decreto, il diritto a targhe CV è esteso  alle personalità  ricoprenti cariche o uffici dello stato  purché aventi domicilio legale o stabile residenza in Vaticano.  La progressione numerica  inizia  il 1° gennaio 1988 con CV 03000 e  l’ avanzamento di questa serie è molto più veloce rispetto alla targhe SCV.
La numerazione delle targhe CV nel mese di aprile 2016 ha raggiunto CV 04000.  Nel marzo 2018 non sono ancora state introdotte le targhe CV tipo 7;  gli ulteriori dettagli  sono comunque riportati nella sezione relativa a questo tipo.
Tutti i  veicoli dello stato hanno targhe normali, compresi quelli  dei servizi speciali.
 
1) Veicoli dei servizi sanitari, quali ambulanze (carrozzate Bollanti)  e mezzi  per  il trasporto di materiale sanitario. 
SCV  00863    ambulanza  Ford Transit  125T300
SCV  00879                    =
SCV  00775    ambulanza Fiat Ducato 2.8JTD
SCV  00780                     =
SCV  00781                     =
SCV  00724    Fiat Fiorino per il trasporto di materiale sanitario.
SCV  00756    Unità mobile  Mercedes-Benz  (Bollanti) con marchio “Bayer”, Servizi Sanitari
SCV  00899    ambulanza  VW LT35 in livrea grigia (2005), riservata al Pontefice
SCV  00900    idem, in livrea bianco-azzurra (Bollanti)
Nel 2012 l' ambulanza SCV 00781  dovrebbe essere stata ritirata dal momento che la stessa targa appare ora su di una Opel Agila. A margine, annoto che in precedenza furono in servizio due autoambulanze allestite su telaio Fiat targate SCV 300 e SCV 450 (targhe tipo 4).  Una terza autolettiga, probabilmente meglio attrezzata delle altre,  era costantemente presente al seguito di Papa Wojtyla. E lo era pure in occasione dell' attentato del 13 maggio 1981. Collocata a poche centinaia di metri dal punto dell'attentato, lo accolse e lo trasferì al Policlinico Gemelli.  L'ambulanza era allestita su telaio di un Fiat 238 ed era targata SCV 401.
 
2) Veicoli del Corpo dei Vigili del Fuoco della Città del Vaticano.  Il Corpo, fondato da  Pio XII nel 1941,  ha   un organico di una trentina di persone e  dispone  di un moderno parco di  automezzi.
SCV 00894   autoscala Daimler Benz da 36 metri 
SCV 00884   furgone  Iveco  50C13 con pianale e gru
SCV 00907   furgone Iveco Magirus 65C15  polisoccorso,  con  autoscala  e cisterna da lt. 1250
SCV 00745   furgone Mercedes Benz 314 Sprinter Rosenbauer 
SCV 00833   Ford Focus 1.8 TDCI  SW (Style Wagon) Autocomando  
SCV 00912   Ford Focus  II serie
SCV 00929   fuoristrada  Iveco Santana PS 10
SCV 00872   Land Rover Defender 110 Pick-up. Questo mezzo ha una particolarità:  poiché la targa posteriore non può essere alloggiata nello spazio predisposto, è stata tagliata in due  verticalmente proprio all’ altezza  del foro del sigillo ufficiale (che manca), e  i due pezzi sono stati sovrapposti così da realizzare  l’ unico esemplare conosciuto  di targa quadrata  SCV!   Nel corso degli anni alcuni mezzi sono stati eliminati:
SCV 00565  Fiat Uno
SCV 00573  Fiat Fiorino
Negli anni '60 era entrata in servizio una Fiat "Campagnola" verde,  targata  SCV 329  (tipo 4). Dopo molti anni di attività è stata ritirata dal servizio, ed è stata parcheggiata nelle rimesse del Corpo, senza targhe, come veicolo storico.  Attualmente (2020) è sistemata come veicolo dismesso nel settore riservato ai veicoli dello Stato nell' autorimessa di santa Marta, probabilmente in attesa di essere demolita (foto 437 e 438). La "Campagnola" era sata spesso utilizzata per il traino di una motopompa idraulica montata su di un carrello ad un asse non targato.
 
3) Veicoli dell’ Amministrazione postale.
 La “Convenzione per l’ esecuzione dei servizi postali tra lo Stato della Città del Vaticano e il Regno d’ Italia” fu firmata a Roma il 29 luglio 1929, sotto il pontificato di Pio XI, dal Governatore Serafini e dal sottosegretario di Stato italiano  delle poste e dei telegrafi  Raffaello Riccardi. Il giorno successivo il Governatore Serafini emanò l’ Ordinanza  “relativa al servizio postale”, operativa dal  1° agosto 1929.  Da allora, col passare del tempo, il Servizio Postale Vaticano ha ampliato l’ operatività istituzionale dalla semplice gestione della corrispondenza  ai più complessi servizi telematici e finanziari.  Ai giorni nostri la Posta  centrale è ubicata in una palazzina in via del Belvedere, di fronte al Palazzo Apostolico, a pochi metri dall’ ingresso di Porta S. Anna. I servizi sono erogati anche da tre succursali, due in piazza San Pietro e una presso i Musei Vaticani. Per l’ inoltro della corrispondenza sono disponibili 46 cassette postali, riconoscibili per il colore giallo, dislocate nel territorio vaticano e nelle zone extraterritoriali. I dipendenti del Servizio sono una sessantina. Il prelievo ed il trasporto della corrispondenza avvengono con una dotazione minima di mezzi, solamente due, di cui uno, un Doblò Fiat bianco,  acquistato recentemente. Entrambi sono immatricolati con targhe SCV.  In caso di necessità possono essere utilizzati mezzi assegnati ad altri servizi dello Stato.  Camminando all’ interno del Vaticano mi è capitato più di una volta di veder circolare mezzi con l’ insegna delle Poste Italiane,  soprattutto ciclomotori: ciò non stupisce, considerando gli stretti rapporti collaborativi  tra gli omologhi  Servizi dei due stati.  Così, ad esempio, nel maggio 2013 le Poste Italiane hanno consegnato due veicoli elettrici, messi a disposizione della Segreteria organizzativa dell’ Anno della Fede 2012-2013. Si tratta di due “Free Duck”, quadricicli elettrici leggeri biposto: mezzi di questo tipo si stanno diffondendo in molte città, impegnati nei servizi gestiti dalle Poste italiane.

I due quadricicli sono stati forniti in comodato d’uso gratuito per l’Anno della Fede al Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione, che ha in carico il coordinamento delle iniziative previste per lo speciale “Annus Fidei”. I mezzi, in livrea gialla, sono contraddistinti dal logo specifico dell’ evento e da quello dell’ ente di provenienza, e sono immatricolati con targhe italiane  proprie dei ciclomotori, quelle del tipo obbligatorio dal 14 febbraio 2014 (targa rettangolare alta mm 121, larga mm 141, sei caratteri su due file in nero su bianco retroriflettente e stemma della repubblica). Tornando ai due mezzi di servizio vaticani,  si rileva che sono anonimi, ovvero privi di qualsiasi insegna. L’ anonimato deriva dalla citata Convenzione del 1929 che, all’ art. 2/comma d, dispone che “il trasporto dei sacchi scambiati tra l’ ufficio postale del Vaticano ed i dicasteri ed uffici dipendenti dello Stato del Vaticano situati fuori del territorio medesimo sarà fatto con veicoli dell’ amministrazione delle poste vaticane che non dovranno portare all’ esterno indicazione, per iscritto o per simboli,  riferentisi  al  servizio postale”. Segretezza ed anonimato appaiono oggi decisamente anacronistici ma evidentemente il  relativo comma  non è mai stato abolito dai successivi accordi tecnici ed operativi tra Italia e Santa Sede. Dal 20 dicembre 2010 è  operativo, a titolo sperimentale, un ufficio postale mobile collocato in piazza San Pietro. Nella prima versione si trattava di un rimorchio, opportunamente modificato per l’accesso dei clienti, immatricolato con targhe italiane:  targa ripetitrice gialla “BG 616 HT” e targa propria di rimorchio “AB 22221”.  Dal 2014  è invece in servizio  un autobus Iveco 370, radicalmente modificato per lo specifico servizio,  immatricolato con targhe italiane “Roma 65946L". Il veicolo, lungo 12 metri, è ubicato nell’ emiciclo di sinistra della piazza, a ridosso del colonnato del Bernini.
 
  
4) Veicoli della Gendarmeria.
SCV  00784   Iveco Daily (Unità antisabotaggio)
SCV  00800   Ford S-Max
SCV  00829   Ford  Mondeo
SCV  00857   Fiat Ducato III serie (Centrale operativa mobile)
SCV  00970   Fiat Nuova Bravo (controllo territorio)
SCV  00981   Jeep  Mercedes-Benz serie “G”
SCV  00918   VW  Golf di servizio
SCV  00954    VW Golf  di servizio
SCV  00955   VW Golf  (scorta papale)
SCV  00956    VW Golf di servizio
Non sono più in servizio  la  Fiat Uno  targata SCV 00565  ed  il  Fiat  Fiorino targato SCV 00573. Anche il Ducato SCV 00857 del 2007 è stato ritirato e con le stesse targhe è stata immatricolata un Fiat Nuova Tipo nel 2019.
Alcuni automezzi della Gendarmeria sono muniti di targhe CV, probabilmente per motivi di riservatezza. Questo è l'elenco, seppur parziale:
CV  03697    Volvo XC 90 (2006)
CV  03698    Volkswagen Phaeton (2006)
CV  03713    Volkswagen Phaeton 3.0 V
CV  03726    Volkswagen Transporter T5
CV  03758    Volkswagen Phaeton, reimmatr. Fiat 500L (2015)
CV  04062    Kia Niro (2018)
Tra le auto della Gendarmeria va menzionata la Volkswagen Passat 2.0 TDI blu,  targata SCV 00969. Questo mezzo, con il suo equipaggio, viene costantemente utilizzato come staffetta per accompagnare le personalità in visita ufficiale al Santo Padre. La Passat "attende" l'arrivo dele auto degli ospiti al confine dello stato vaticano, presso l'Arco delle campane, e le guida  fino al Cortile di San Damaso,  ove inizia il cerimoniale degli incontri. Osservando l 'immagine della Passat (foto 589) si nota che la targa non è avvitata bensì semplicemente fissata con tre fascette bianche di plastica. Ciò fa presumere che la targa possa, all'occorrenza, essere spostata su di un altro veicolo analogo.
   
Tutte le pratiche relative a  targhe e immatricolazione  sono espletate dall' ufficio della Motorizzazione, comunemente detto Autoparco.  Questo Servizio ha le seguenti funzioni: rilascia  targhe, documenti di circolazione e revisione dei veicoli e  patenti di guida; provvede ad acquisto, manutenzione e gestione dei veicoli dello Stato e della Santa Sede (“Autoparco”);  tiene il Registro Veicoli Vaticani (RVV). 
Il Registro  (ho precedentemente fatto rilevare che  fino al  2001 era denominato  RAV,  Registro Autoveicoli Vaticani) è completamente informatizzato dal 1996.  l' Autoparco fino a giugno 2019 faceva capo, insieme alla Floreria (che sovrintende a cerimonie, udienze e appartamenti pontifici) e al Servizio del Transito Merci (la Dogana vaticana), alla Direzione dei Servizi Generali secondo la legge sul Governo dello Stato CCCLXXXIV del 2002.  Questa legge è stata abrogata da Papa Francesco con  con la nuova "Legge sul Governo dello Stato della Città del Vaticano" ("Motu Proprio" CCLXXIV) datata 25 novembre 2018 ed entrata in vigore il 7 giugno 2019.  Da questa data  l' Autoparco dipende dalla Direzione dell' Economia/Servizio Attività economiche. Oltre all'Autoparco ricadono sotto la medesima Direzione, la gestione delle Attività commerciali, l' Ufficio filatelico-numismatico e i Servizi doganali e transito delle merci. la nuova leggge è stata fortemente voluta da Bergoglio ed egli stesso nell' introduzione ne ha espresso il razionale: "la necessità di una riorganizzazione del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, al fine di renderlo sempre più idoneo all esigenze attuali, al serizio ecclesiale che è chiamato a prestare, alla missione del Romano Pontefice nel mondo e alla peculiare finalità istituzionale dello Stato, designato per sua natura a garantire alla Sede di Pietro l'assoluta e visibile indipendenza".
 In conclusione vorrei ricordare brevemente il Decreto n. CCLXXVIII, “Decreto della Pontificia Commissione  per lo Stato della Città del Vaticano con il quale viene promulgato il Regolamento per la circolazione degli autoveicoli”.  Tale decreto, pubblicato il 12 giugno 1997 ed esecutivo dal primo gennaio 1998  intende rivedere integralmente  e unificare le varie normative esistenti in tema di circolazione e immatricolazione degli autoveicoli. 
Sostanzialmente la parte riguardante le targhe di tipo 6 è confermata,  salvo   minime puntualizzazioni  o modifiche:   
l’art. 2  elenca  quali autoveicoli possono essere iscritti nel RVV: sono quelli     appartenenti allo Stato ed alla Santa Sede, agli Enti aventi personalità giuridica   vaticana,  ai Presidenti e Segretari dei Dicasteri della Curia Romana ed ai  cittadini vaticani.  Inoltre gli autoveicoli  delle personalità, “anche non cittadini  vaticani ma ricoprenti presso la Santa Sede cariche speciali indicate in un elenco concordato con lo stato italiano”.  Qui si ritorna, probabilmente, al vecchio elenco del 1930,  pieno  di altisonanti funzioni onorifiche, debitamente aggiornato ed adeguato ai tempi moderni.
L’art. 3 ripropone, per gli Enti e le persone suindicate, il limite di non più di due autoveicoli  iscrivibili al Registro. 
L’art. 9  conferma in pieno  le generalità delle targhe SCV e CV del Decreto CXX ,  ma viene esclusa  per i cardinali la possibilità  di ottenere targhe SCV.
Per i loro veicoli privati dal  1° gennaio 1998  è consentita solo la immatricolazione  CV.
L’ elenco dei veicoli  aventi targa SCV non menziona più gli “autoveicoli intestati al Sommo Pontefice”, previsti dal Decreto CXX.  Ma non è una dimenticanza, l’art. 10 recita infatti che  “le targhe rilasciate per gli autoveicoli a  servizio del Sommo Pontefice hanno le iscrizioni di colore rosso su fondo bianco, tutte le altre hanno le iscrizioni di colore nero su fondo bianco”.  Il dettaglio  è chiaro:  non esistono più veicoli  “intestati” al Sommo Pontefice bensì veicoli “a servizio” del Sommo Pontefice.
 Da alcuni decenni ormai il traffico di Roma è sempre più caotico e congestionato e  alla fine degli anni ’90  ha  finito con  il condizionare  anche la  Città del Vaticano,  creandovi  problemi di viabilità e di parcheggi.  L’ esigua superficie dello stato,  pari a soli 44 ettari,  non era certo in grado di sopportare un accrescimento sproporzionato di traffico veicolare,  per giunta nell’ imminenza del Giubileo che avrebbe portato a Roma un flusso enorme di auto e autobus.
L’ accesso dei veicoli  e  altre criticità  collegate, quali la sicurezza e la rapidità dell’ intervento dei mezzi di soccorso, l’ inquinamento atmosferico e il rispetto ambientale e monumentale,  sono stati  affrontati  attraverso il  Decreto N. CCCXXXVI , “Legge che modifica ed integra la legislazione sulla disciplina della circolazione stradale”,   emanato l’ 8 giugno 2000.
Cito  la normativa, anche se del tutto priva di riferimenti alle targhe,  perché collegata  direttamente  al  Decreto del 12 giugno 1997  già esaminato.